L’era di mezzo del calcio italiano: gli anni ’80. [13]

liedholm

Nel 1982 l’Italia si laurea campione del mondo. È la nazionale di Paolo Rossi, miglior marcatore del torneo; ma anche di Scirea, “il” libero, e di Gentile, capace di contenere, con un’asfissiante marcatura a uomo, sia Maradona che Zico. Il calcio italiano è ancora soprattutto questo: un calcio contro, fatto di molta prudenza e quel tanto che basta di scaltrezza. La Serie A degli anni ’80 è dominata dalla figura del “trequartista”, al cui genio si affidano quasi del tutto le sorti offensive di squadre ben bilanciate. Nulla più. Quei pochi allenatori che provano ad importare soluzioni alternative (la “zona”, per esempio)  vengono guardati con una certa diffidenza e, soprattutto, non producono risultati. Già, i risultati. La nostra ossessione. Se conta vincere, poco importa come si vince. Basta non prendere goal e farne uno solo. Lo spettacolo è un lusso da rimandare alla prossima volta. Alla fine del decennio, però, le cose cambiano. E parecchio. Nel 1987 Arrigo Sacchi si accomoda sulla panchina del Milan. Due anni più tardi, nasce il Foggia dei miracoli di Zdenek Zeman. Per capire come sia stato possibile questo “salto” evolutivo (che porterà, tra l’altro, a un sensibile aumento dei goal fatti in campionato) bisogna considerare l’apporto decisivo di due indiscutibili maestri: Enrico Arcelli, medico dello sport e Nils Liedholm. Il primo ha insegnato al nostro calcio che il calciatore è innanzitutto un atleta; che può e deve fare una preparazione atletica massiva e puntare al miglioramento continuo della propria performance. Il secondo ha rotto, per primo, la “catena” del gioco contro, mostrando ai suoi calciatori (anche quelli del giovane Milan di Berlusconi: non è un caso che ancora oggi Paolo Maldini affermi che senza Liedholm non sarebbe stato possibile il Milan di Sacchi) che il modo migliore per difendersi è avere il controllo del pallone, giocarlo, finché l’azione non fornisce da sé lo spunto per un affondo importante. Squadra altissima, tecnica individuale, e costante ricerca del gioco. Sembra quasi di descrivere una partita di Sacchi. O di Guardiola.

 

PUNTATE PRECEDENTI:

[1] Preistoria del calcio: il gioco del pallone

[2] Protostoria del calcio: i calci

[3] 8 Dicembre 1863: la nascita del calcio moderno

[4] Kick and run: calcia e corri! 

[5] La piramide di Cambridge

[6] 3 Ottobre 1925: la rivoluzione di Chapman

[7] Il “sistema” ovvero l’invenzione del centrocampo

[8] Il “metodo”, ovvero l’invenzione del calcio “all’italiana”

[9] Dall’Ungheria al Brasile: il 4-2-4

[10] Viani e il “ritorno” al libero

[11] La rivoluzione di Michels

[12] Il voetbal olandese

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