Guardiola e l’ossessione del controllo [18]

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Con Josep Guardiola il nostro percorso sulla storia della tattica del calcio torna alle origini, o meglio a quel punto di svolta in cui qualcuno capisce che il calcio è tecnica e coralità, prima ancora che forza e individualismo. Il “tiki-taka” di Guardiola è stato fatto risalire all’Olanda di Michels, eppure la mobilità esasperata del calcio totale era finalizzata alla ricerca spasmodica dello sfondamento, mentre il modello blaugrana ha antenati più recenti, Liedholm e Ancelotti, e si fonda su un’esigenza diversa, quella del controllo. «Ricevo la palla, passo, ho la palla, passo, ho la palla, passo, ho la palla, passo»: con questa celebre semplificazione, Xavi Hernandez, baricentro basso e piedi sopraffini, ha spiegato il suo compito al Barça. Un compito che il maestro Guardiola traduce in linguaggio scientifico: «senza una sequenza di almeno quindici passaggi, una buona transizione tra attacco e difesa è impossibile. Impossibile.». Il tiki-taka prevede infatti un possesso palla prolungato, sia in orizzontale che in verticale. Nell’amichevole contro i messicani del Chivas, disputata nell’Agosto del 2011, l’azione che ha portato in rete David Villa si è sviluppata attraverso una sequenza di ben 42 scambi in soli 100 secondi. In una simile trama di passaggi rapidi e a corto raggio le tre linee di gioco si stringono notevolmente, mentre attaccanti e centrocampisti si spostano in continuazione alla ricerca dello spazio. L’effetto “flipper” nasconde di fatto il pallone agli avversari, che anzi lo rincorrono inutilmente fino a sfiancarsi; di più, li disorienta, inducendoli all’errore, ovvero alla perdita della posizione: si creano in questo modo varchi utili all’inserimento senza palla, che di solito liberano un uomo davanti al portiere. Solo così, del resto, si può spiegare il ricorso al cosiddetto “falso nueve”, ovvero a Lionel Messi in posizione di centravanti: «il nostro unico attaccante è lo spazio», ha detto Guardiola. Perfettamente consapevole che quello spazio da riempire rappresentava, allo stesso tempo, la più crudele condanna per le retroguardie nemiche.

PUNTATE PRECEDENTI:

[1] Preistoria del calcio: il gioco del pallone

[2] Protostoria del calcio: i calci

[3] 8 Dicembre 1863: la nascita del calcio moderno

[4] Kick and run: calcia e corri! 

[5] La piramide di Cambridge

[6] 3 Ottobre 1925: la rivoluzione di Chapman

[7] Il “sistema” ovvero l’invenzione del centrocampo

[8] Il “metodo”, ovvero l’invenzione del calcio “all’italiana”

[9] Dall’Ungheria al Brasile: il 4-2-4

[10] Viani e il “ritorno” al libero

[11] La rivoluzione di Michels

[12] Il voetbal olandese

[13] L’era di mezzo del calcio italiano: gli anni 80

[14] Il Milan di Sacchi

[15] L’era dello “spettacolo”

[16] L’eredità di Sacchi in Italia

[17] Mourinho, ovvero l’allenatore “totale”

 

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