LEGGENDE MONDIALI – 10°: GARRINCHA

“I dittatori passano. Passeranno sempre. Ma un gol di Garrincha è un momento eterno” (Eduardo Galeano)

Manoel Francisco Dos Santos, detto “Garrincha”, per noi di Moacir l’ultimo dei primi e il primo degli ultimi. Un calciatore sospeso in quel limbo crudele e romantico che divide i grandi campioni da quegli altri, quelli che vanno oltre, quelli che fanno la storia. No, lui non fa parte dei nove pilastri del calcio mondiale che lo seguiranno in classifica, ma sicuramente ha qualcosa in più dei cinquanta talenti che lo hanno preceduto. Un destino beffardo il suo: 49 partite con la Nazionale brasiliana senza mai perdere e poi l’ultima, la cinquantesima, persa a Liverpool, contro l’Ungheria, 3 a 1. Ma a nulla vale una sconfitta quando sei Garrincha, quando hai vinto due mondiali, quando le tue gambe, una sei centimetri più lunga dell’altra, hanno torturato fisicamente e psicologicamente centinaia di terzini, incapaci di seguirle, incapaci di capirle, e ti hanno reso il più grande dribblatore di tutti i tempi.

 

PRESENZE 12
RETI 5
EDIZIONI 1958, 1962, 1966

LEGGENDE MONDIALI

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